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La bassa crescita frena l'occupazione
post pubblicato in Lavoro (Dialettica tra diritto e vita), il 9 settembre 2011

“Riviste le stime per il 2012:l'Italia si fermerà a +0,5. Fmi: la crescita sarà più bassa. Peggiorano le prospettive di crescita in tutte le grandi economie, per la crisi dei mercati, per le incertezze nelle politiche economiche. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale, sia negli Usa che nell'area euro ha abbassato le stime di aumento del Pil. In Italia il ridimensionamento atteso per l'anno prossimo :+0,5 anziché +1,3”. (Dal sole 24 ore, 8 settembre 2011 prima pagina) Crescita più bassa vuol dire anche più bassa occupazione. Di certo Non sono dati incoraggianti. (http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-07-14/bassa-crescita-frena-occupazione-120521.shtml?uuid=AayFf1nD).

Chi cerca lavoro ed è in attesa da lungo periodo, disoccupato da più di 24 mesi, dovrebbe avere qualche chance in più, inserirsi forse prima nel mercato rispetto a chi cerca e attende da un periodo meno lungo. Se l'occupazione non riparte i consumi si fermano, i risparmi sono minori e per i giovani il futuro si dipinge poco idilliaco. E' essenziale che vengano rimossi gli ostacoli strutturali per garantire ai giovani un futuro migliore, questa è la mia modesta opinione. Chi lo desiderasse può, ovviamente, commentare; si tratta di temi che interessano un po’ tutti.A ritroso nel tempo, ossia dal 1992 al 2001, si registrava un  calo della disoccupazione breve bilanciato però dalla disoccupazione lunghissima quest'ultima salita dal 5.5%, al 18.9% (cfr. pag 146 dell'articolo*) Per “occupazione lunghissima” si fa riferimento ai “senza lavoro da 85 mesi” (anni 7 circa. Come nel mio caso).

 

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http://db.formez.it/storicofontinor.nsf/8804ae899ac04f07c12569f40030aaca/f52ed9f9b5d661cdc1256c540037f708/$FILE/Rapporto%20Mercato%20Lavoro%20-%20Parte%20III.pdf

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