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Liberidivolare "Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù" (Eb. 12, 1-2)
Tratta ogni essere, ogni creatura, con tutto l'amore di cui sei capace e che puoi
post pubblicato in La Fede, il 10 settembre 2010

Possono essere parole molto dure per chi sa, per chi ha coscienza di come stanno le cose e per qualche motivo non interviene, non agisce, non obietta ma tace, passa sotto silenzio, si evita complicazioni e ostacoli. Chi sa ha più responsabilità.
Quello che hai (doti, soldi, conoscenze mentali, ascolto, sensibilità) mettilo in circolo, donalo perché non sarai giudicato su quanto hai ma su quanto ti è stato affidato.

Dopo un po' impari la sottile differenza fra tenere una mano
ed incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti
con la grazia di un adulto, non con il dolore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade di oggi
perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani;
e impari che il sole scotta se ne prendi troppo
perciò pianta il tuo giardino e decora la tua anima
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare che sei davvero forte
e che vali davvero.

 

Svegliarsi è vedere le cose per come sono, è vedere le persone per quello che sono e non per come noi vorremmo che fossero. E' un'enorme disciplina vedere ciò che è per quello che è e non per come noi desidereremmo. E' vedere tutte le cose che esistono perché tutto ciò che esiste è realtà: desideri, sentimenti, pregiudizi, ricordi, traumi, complessi, idee giuste e sbagliate; guerra e amore; vita e morte; potere e impotenza. Vedere tutto ciò che esiste e dire: "Tu ci sei".
Consapevolezza, che è la conoscenza che giunge al cuore e quindi ti trasforma (mentre quella dei libri riempie solo il tuo cervello di informazioni e la tua curiosità di notizie), è poter chiamare tutto per nome, per quanto penose siano le scoperte e le loro conseguenze. E' dire a tutto ciò che c'è in me (e fuori di me): "Tu in verità sei violenza: questo è il tuo nome. Tu in verità sei trauma: questo è il tuo nome. Tu in verità sei paura, terrore, soffocamento: questo è il tuo nome. Tu in verità sei fallimento, abbandono, tradimento: questo è il tuo nome. Tu in verità sei energia, forza, possibilità: questo è il tuo nome". Chiamare ogni cosa per nome (come faceva l'uomo all'inizio della creazione che dava ad ogni creatura il suo nome) è la forza della vita. Chiamare per nome è far esistere una cosa, è renderla reale, è dirle: "Mi piaccia o no, tu ci sei".
Vegliare, consapevolezza, lucerna accesa, sono termini che indicano il vedere tutto ciò che c'è da vedere e non nascondere nulla, non nascondersi nulla, e chiamare tutto per nome e con il suo nome.


ps. per ora mi fermo qui c'è molto materiale di cui far tesoro, se è vero che vuoi. Comunque a risentirci prima o poi.




permalink | inviato da Vanna Lo Re il 10/9/2010 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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