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Liberidivolare "Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù" (Eb. 12, 1-2)
L’amore ha un obiettivo, sempre: servire
post pubblicato in La Fede, il 22 gennaio 2011

 

ll non fare, il non agire, cioè l’indifferenza, la freddezza, l’insensibilità, l’apatia e l’imperturbabilità, tutto ciò non è neutralità, non è indipendenza, ma equivale a commettere il male. Malgrado difficoltà e sofferenze, ogni momento della nostra vita deve essere riempito di significato: il dolore, il lutto, la povertà, la fame, la ricchezza, la speranza e l’attesa, tutto deve avere un posto, deve essere vissuto con dignità e rispetto, nella solidarietà, nell’accoglienza, nell’aiuto vicendevole. Gesù si è identificato con gli ultimi, con coloro che soffrono, con i malati, i prigionieri, i poveri, perché fosse alleviato l’affanno, la pena, il travaglio, l’oppressione con il suo essere presente attraverso ciascuno di noi che incontra l’altro con amore.
L’amore fa vedere nell’altro se stessi, quello che tutti potremmo diventare, poveri, rifiutati, disoccupati, profughi per qualunque motivo.
Impariamo a leggere quanto accade attorno a noi, non con l’indifferenza.
L’amore non gode dell’ingiustizia, ma si indigna quando essa accade, si preoccupa, si mette in moto perché non accada, non si compiace quando altri subiscono torti.
I credenti vivono in una tensione: quella del già e del non ancora. Ora hanno la promessa della loro liberazione, ma essa avverrà in modo totale e completo solo più tardi.
Diceva il Mahatma Ghandi: «La più alta forma di violenza è l’indifferenza»; l’amore non è indifferente, l’amore ha a cuore l’altro, la chiesa, la società in cui viviamo, ha a cuore le sorti del mondo.
Viviamo in modo da contribuire a migliorarlo. Amen!
 
Grazie a tutti, grazie di cuore !
 



permalink | inviato da Vanna Lo Re il 22/1/2011 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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