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Liberidivolare "Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù" (Eb. 12, 1-2)
Sentire - Ascoltare
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 26 maggio 2012
 

Per imparare bisogna fare un passo indietro e dimenticare di ascoltare per tornare a sentire.

Differenza tra sentire ed ascoltare

Sentire è un verbo che indica quando si avverte o si prova una qualche sensazione fisica.
Si può sentire con l'udito, ma anche con il resto del corpo.
Invece ascoltare è un verbo che indica quando una persona presta la propria attenzione a qualche forma di comunicazione.
La cosa è più facilmente comprensibile se si immagina di trovarsi di fronte a un giapponese mentre parla. Sentiamo chiaramente i suoni che produce, ma non percepiamo minimamente neanche una parola senza che ci sforziamo nel farlo, perdendo il controllo sull'interezza del discorso.

Il suono è il padre della parola: è l’evoluzione naturale del primo vagito di un essere umano,
che tutti noi abbiamo usato istintivamente fin dal primo giorno per comunicare ai genitori le nostre necessità di sopravvivenza, senza che nessuno ci mostrasse come fare:
era un meccanismo naturale e innato.

Sentire o ascoltare

In realtà ognuno di noi ascolta la propria voce mentre la produce,
esattamente come qualunque altra persona presente.
Tutto nasce dalla vibrazione prodotta dalla laringe che si espande nell’ambiente circostante grazie all’aria emessa dal nostro respiro per poi ritornare a noi attraverso le orecchie.

La fisiologia dell’essere umano ci porta a concludere che il mezzo che usiamo per controllare il linguaggio non è, come tutti pensano, l’apparato fonatorio,
ma è l’aria che ci circonda: noi abbiamo solo sviluppato
raffinatissimi modi per metterla in movimento.
Analizzando meglio questo concetto si arriva persino a capire che è sempre l’aria a permetterci di sentire quello che diciamo.
L'aria non ci permette solo di respirare, ma anche di comunicare
.

Tutto nasce dall'orecchio

Quando si parla di voce, in realtà, si sottintende sempre l'orecchio perché tutto nasce nel meccanismo di autocontrollo cervello-orecchio.

tratto dalla rete come approfondimento ala rubrica comunicazione per continuare la lattura del paragrafo cari lettori del blog potete cliccare sul link seguentehttp://www.inbornvoice.com/Suono/Sentire-Ascoltare.html


se modifichiamo l'ascolto la voce cambia immediatamente e inconsciamente. Se si percepiscono alcune frequenze di suono le stesse la voce riesce a demettere .... continua

buon fine settimana, a presto


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permalink | inviato da Vanna Lo Re il 26/5/2012 alle 22:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le metier de croupier
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 5 marzo 2011



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La lingua bene-dicente
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 18 febbraio 2010

 

«Allora il venerabile uomo messer Bonaventura (…) prese con reverenza la lingua fra le mani e con il viso irrigato di copiose lacrime, al cospetto di tutti i convenuti.

di padre Danilo Salezze

 

Frate Bonaventura, generale dei francescani, in quelle prime ore dell’8 aprile 1263, ottava di Pasqua, quando, attorniato da confratelli salmodianti, sollevò trepidante il rozzo coperchio della bara in cui era stato deposto trentadue anni prima il suo confratello Antonio, restò come paralizzato da una sorpresa che gli risvegliava ricordi e gli poneva interrogativi.

Era la seconda volta che si misurava con i segni della santità che lascia tracce indelebili: era bambino quando, per le preghiere di sua madre, san Francesco l’aveva guarito da una grave malattia; e lui cosa avrebbe potuto fare se non essere discepolo di chi gli aveva voluto così bene? E ora, mentre tutti attendevano che il corpo glorioso di frate Antonio facesse il suo ingresso nella grande nuova chiesa a lui dedicata, ecco un altro segno di cui era il primo attonito testimone: tra i resti mortali del Santo di Padova si imponeva il rosso colorito di un apparato vocale rimasto intatto dopo tanti anni. Non c’erano dubbi né inganni possibili: quella era la lingua di frate Antonio, la stessa che – assemblando vari idiomi – con simpatica cadenza lusitana aveva trascinato uomini e donne alla conversione. Lo immaginiamo, frate Bonaventura il teologo e futuro cardinale della Chiesa che, senza trattenere le lacrime, raccoglie quella reliquia mormorando: «O lingua benedetta, che sempre benedicesti il Signore e lo facesti benedire anche dagli altri, ora appare chiaramente quanto sia stato grande il tuo merito davanti a Dio!».

Non esiste letteratura che non sviluppi al negativo il tema della lingua per l’uso cattivo che sotto ogni cielo vien fatto di questa minuscola facoltà umana. Che altro mondo sarebbe, invece, quello in cui si potesse benedire, come fece Bonaventura, le lingue degli educatori, dei predicatori, dei politici, dei giornalisti... Bella sarebbe questa riconsacrazione del corpo umano, riconosciuto finalmente in grado di servire il bene.

Antonio era stato uomo della Parola e di parola. Preso dallo studio amoroso della Bibbia, sapeva che la Parola di Dio si sviluppa e si realizza continuamente anche attraverso le parole dell’uomo, che devono per questo motivo essere poche e accorte secondo lo spirito del Vangelo: «Sia il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”, il di più viene dal maligno». La gente che lo sentì predicare nelle piazze e nelle chiese di Padova lo volle santo subito perché lo colse sincero, uno che chiamava bene il bene e male il male, senza guardare in faccia nessuno.

Dai Sermoni di Antonio possiamo trarre alcuni insegnamenti che derivano dal suo virtuoso comportamento. Innanzitutto circa il pudore della parola: si deve essere lenti nel parlare perché «la natura stessa ha insegnato questo, quasi chiudendo la lingua a doppia porta perché non uscisse liberamente, cioè i denti e le labbra, per indicare che la parola non deve uscire se non con grande cautela». Che senso ha una parola oziosa, disinformata, che scandalizza, che non educa? È veramente coraggioso il Santo che, anche di fronte ai prelati e alla gente che conta, non teme di fare accostamenti di parole che oggi ci imbarazzerebbero: «Ahimè, quanti religiosi stanno oggi senza mangiare carne, e poi con il dente della calunnia e della detrazione dilaniano i loro fratelli»; e aggiunge senza arrossire: «Serra dunque i denti, stringi le labbra, affinché la meretrice non entri nel lupanare». Sant’Antonio ci insegna che spesso la parola non pronunciata è la migliore. Sentiamolo mentre utilizza anche elementi della scienza naturale del suo tempo: «La saliva dell’uomo digiuno uccide il serpente; la lingua digiuna, cioè mortificata, è come una lingua nuova, il cui avvelenamento annulla il veleno». Mi sembra voglia dirci come spesso la pace e la guerra inizino sulla punta della nostra lingua.

Ma la lingua ci è preziosa e necessaria anche per riconoscere i nostri peccati, mentre la sua stessa forma lo facilita
: «Nella confessione del peccato dobbiamo parlare, cioè confessare apertamente, totalmente e senza veli i nostri peccati; la lingua deve essere cedevole, molle, vale a dire bagnata dalle lacrime; deve essere larga nella riparazione di tutte le offese arrecate, nella restituzione di tutto il mal tolto e nella serietà del fermo proposito di non più ricadere in peccato».

Antonio seppe parlare, così come seppe tacere. Ho l’impressione che parlò ogniqualvolta fossero in gioco i bisogni e i diritti dei più poveri, come quando perorò presso il Comune patavino la causa dei debitori senza colpa o come quando affrontò il tiranno Ezzelino che spadroneggiava sulle vite altrui oltre ogni limite. Invece non risulta che abbia mai parlato per imporre la sua scienza, per scalare il potere, per affermare se stesso. Il pensoso frate Bonaventura che mostra ai frati e al popolo questo segno che nessuno si aspettava, si rendeva conto che Antonio non era solo un dispensatore di grazie, ma una persona che insegnava un preciso stile di vita.
E quando qualcuno ci insegna uno stile di vita continuativo e costante, cioè a essere virtuosi, diventiamo meno disponibili all’errore.

Perciò la provocazione di quella lingua rimane sempre intatta.
 

http://www.messaggerosantantonio.it/messaggero/pagina_articolo.asp?IDX=1910IDRX=174

 

84. Apri le tue braccia
D. Machetta

         Do#-   Si             Do#- 
Hai cercato la libertà lontano,
           Mi        Fa#-  Re   La Do#-   
hai trovato la noia e le catene,
       Fa#- Do#- Fa#- Do#- Re            Si
hai vagato senza via, solo con la tua fame.

Mi  Si        Do#- Sol#- La  Fa#-        Si    7
Apri le tue braccia, corri incontro al Padre,
Mi Do#-   Fa#- Si         Mi  Si7     Mi
oggi la sua casa sarà in festa per te. (2v)

Se vorrai spezzare le catene,
troverai la strada dell'amore,
la tua gioia canterai: questa è la libertà.

I tuoi occhi ricercano l'azzurro,
c'è una casa che aspetta il tuo ritorno
e la pace tornerà: questa è la libertà.

 




permalink | inviato da Vanna Lo Re il 18/2/2010 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Ottocento anni fa nasceva l’Ordine francescano. Nel 1209 un giovane di Assisi, con alcuni compagni, si reca a Roma dal papa per chiedere la conferma del suo progetto di vita secondo il Vangelo.
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 14 aprile 2009

Il segreto di Francesco, se vogliamo semplificarlo al massimo, consiste proprio nel suo attaccamento al presente che gli permette di cogliere senza esitazione le risorse di grazia che sono nascoste in ogni vicenda umana e in ogni frammento del creato. Lo sguardo francescano che si posa su ogni uomo e su ogni cosa è uno sguardo di fraternità, di simpatia, che vuole creare legami con tutti, lanciare ponti ai lontani, aprire varchi in ogni muro. Solo uno sguardo così libero e coraggioso può custodire e alimentare quella gioia del cuore che è il tratto distintivo di Francesco e dei suoi numerosi discepoli.

Vi segnalo alcuni link che ho visitato tra i quali anche quello da cui ho tratto la brevissima e nello stesso tempo essenziale, veritiera, interessante riflessione dinanzi riportata...

http://www.messaggerosantantonio.it/messaggero/pagina_articolo.asp?R=Editoriale&ID=1809

http://www.credereoggi.it/upload/2009/articolo170_55.asp

http://www.youtube.com/watch?v=oJa_MG-9PBE

http://www.diocesi.perugia.it/parrocchie/sandonato/laetitia.htm

http://www.youtube.com/watch?v=Vl3PBTqdFYo

http://www.youtube.com/watch?v=6En_PN_QFGA

SuperAbile
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 13 giugno 2008
 

Atleti autistici si preparano per la Stramilano 2009

Una decina di persone con autismo e altre malattie rare affini parteciperanno da settembre a un training di preparazione. Il progetto si chiama Filippide, è nato a Roma nel 2002 per iniziativa dell'associazione Sport e società e arriverà per la prima volta a Milano grazie all'Angsa

milano duomoMILANO - Una decina di persone affette da autismo e altre malattie rare affini, di Milano e provincia, parteciperà da settembre a un training di preparazione alla Stramilano 2009. Il progetto si chiama Filippide, è nato a Roma nel 2002 per iniziativa dell'associazione Sport e società e arriverà per la prima volta a Milano grazie all'Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici). "Partiremo con la formazione del personale che si occuperà del training - spiega Luigi Bossi, consigliere del Comitato paraolimpico italiano -. Alla fine del mese, invece, inizierà il training vero e proprio, che per il primo anno dovrebbe coinvolgere dalle dieci alle dodici persone. Sarà necessario formare altrettanti operatori".

Fra gli operatori che avranno il compito di seguire i disabili ci saranno tecnici sportivi, psicologi e sociologi. Il personale arriverà dal Centro sportivo italiano e dall'Unione sportiva Acli, dall'Unione italiana sport popolare e dalle società del Cip. Al progetto prenderanno parte anche l'Istituto Sacra famiglia di Cesano Boscone, che fornirà parte delle attrezzature e gli spazi per gli allenamenti, e la cooperativa Il sorriso di Segrate. Il progetto, secondo Bossi, potrebbe costare in tutto 25mile euro e in parte potrebbero ricevere il sostegno sia della Provincia che del Comune di Milano. Al convegno sarà presente anche Nicola Pintus, presidente dell'associazione Sport e società e ideatore del progetto Filippide. "Il training non si limita all'allenamento per la corsa, ma prevede anche momenti di spogliatoio in cui la persona colpita da autismo viene preparata a partecipare a un evento come la maratona in cui sono presenti migliaia di persone - spiega Pintus - Il beneficio è soprattutto comportamentale, migliora l'autonomia della persona anche in altri aspetti della vita sociale".

Sviluppato a Roma in un centro pilota del Comune, Filippide é presente oggi in dieci città italiane (Ragusa, Siracusa, Giarre, Cosenza, Napoli, Roma,Viareggio, Livorno, Porto Torres, Rieti). Vede coinvolti circa duecento atleti autistici e trecento operatori: considerando anche i familiari, circa mille persone. Pintus per anni ha seguito l'atleta disabile Alberto Rubino, preparandolo a nove maratone e a una spedizione fino al campo base dell'Everest. "Dopo di allora mi hanno chiesto di portare la mia esperienza per aiutare altre persone con problemi di autismo. Ed è nato Filippide". Il progetto verrà presentato sabato a Milano, al Cam Garibaldi (corso Garibaldi 27, ore 8.30), nel corso del convegno "Autismo e sport". Saranno presenti l'assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna, Graziana Ponte dell'assessorato regionale alla Famiglia, il consigliere provinciale Ombretta Fumagalli e la presidente di Angsa Lombardia, Anna Curtarelli Bovi. (Francesco Abiuso)

(13 giugno 2008)

http://www.superabile.it/REGIONI/Lombardia/News/info-2126095762.html



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Coppa Italia di Calcio 2008: Roma - Inter
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 24 maggio 2008

La Roma, in vantaggio con Mexes al 36', raddoppia al 54' con Perrotta e si aggiudica la sessantesima edizione della Coppa nazionale. 

Per maggiori informazioni:

http://www.datasport.it/leggi.aspx?id=5040592
http://it.eurosport.yahoo.com/24052008/8/coppa-italia-roma-9-successi-come-juve.html



 


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Famiglia e legge 194 nel dibattito politico
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 22 maggio 2008

Roma, 21. "Il Parlamento affronti i temi delle politiche della famiglia". Questo l'appello lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella lettera affidata al presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, che ne ha dato comunicazione all'assemblea.
Il messaggio è accompagnato dalla petizione sottoscritta da oltre un milione di cittadini, "volta a chiedere che vengano riconosciute alla famiglia agevolazioni, anche fiscali, al fine di facilitare il formarsi di nuovi nuclei familiari e l'adempimento dei relativi compiti". Fini ha spiegato che, nella sua lettera, "il Presidente della Repubblica sottolinea la necessità che il Parlamento affronti i temi delle politiche della famiglia, confidando che, in sede di programmazione dei lavori parlamentari, possa essere assicurato un esame tempestivo delle iniziative legislative che saranno presentate in materia".
Oggi, intanto, il Forum delle associazioni familiari e il Movimento per la vita hanno tenuto una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati per chiedere una revisione della legge 194 sulla tutela della maternità e l'aborto, a trent'anni dalla sua entrata in vigore.

L'Osservatore Romano 22 maggio 2008

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#8



"La vita va sostenuta e incoraggiata, con atti concreti. Il Papa ricorda: «La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo»." 

Famiglia cristiana n. 21 del 25 maggio 2008


 


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Adinolfi e Villaggio
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 21 maggio 2008



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LA FESTA DEGLI AQUILONI
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 16 maggio 2008

  Manifestazione per celebrare i 30 anni della legge 180


In occasione del 30° anniversario dalla promulgazione della legge 180/78, che ha sancito la definitiva chiusura dei manicomi, i CSM (Centri Salute Mentale) del distretto 2 di Ceglie Messapica e di Carovigno hanno deciso di organizzare “Volare Libera” Festa degli Aquiloni, manifestazione che ha come tema principale il rapporto dell’uomo con la natura e l’educazione ambientale.
Il primo dei diversi appuntamenti si è svolto presso la Masseria Lo Jazzo, dove i concorrenti hanno partecipato attivamente anche ai laboratori di costruzione degli aquiloni, presso la sede del CSM di Ceglie. Un momento coordinato da operatori e volontari, supervisionato dalla dott.ssa Angela Termite, psicologa, e diretto dal Dott. Domenico Suma, psichiatra. Alla manifestazione hanno contribuito diverse associazioni: AIAS (Ceglie), UNITALSI (Ceglie), AGESCI (Ceglie), Casa di Momo (Ceglie), CIF Ceglie), Lega Ambiente (Oria), Casa Armonica (Ceglie), Passo di terra (Ceglie), Consorzio oasi Torre Guaceto, Centro diurno La voce delle onde (Oria), Centro diurno Pegaso (Carovigno). 
Il secondo appuntamento è fissato per domenica 18 maggio, presso l’Oasi di Torre Guaceto.
L’iniziativa culminerà a fine Maggio, con la presenza del volo degli aquiloni alla Giornata nazionale delle Oasi e con la produzione di un contributo audiovisivo che sarà presentato al Congresso nazionale della Società italiana di Riabilitazione Psicosociale.
Scopo della manifestazione è quello di far riflettere sugli effetti che la legge 180 ha determinato nella cura delle malattie mentali e, altresì, di far conoscere le organizzazioni di servizi per la salute mentale presenti sul territorio che mirano ad inserirsi nel solco della lotta al pregiudizio, in un’ottica d’integrazione tra utenti e società.
Alessandra Pepe, una delle utenti che ha preso parte al laboratorio, così ha descritto l’esperienza: “In un momento in cui c’è sempre meno tempo per sognare e in cui sempre più numerosi sono gli eventi di cronaca che ci lasciano sconvolti, c’è ancora la possibilità di rivivere il mondo dei piccoli, di affermare una dimensione ludica in uno spazio verde. Come aquiloni, i loro costruttori si librano in volo e con questi talvolta cadono per rialzarsi”. 

Fonte: G. P.,  Manifestazione per celebrare i 30 anni della legge 180 che ha sancito la chiusura dei manicomi, Periodico Il Gallo, Anno XIII, Numero 10, 17/30 maggio 2008, p. 9 - Distribuzione cartacea Gratuita 


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Terremoto in Cina
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 12 maggio 2008

Pechino, 12. Una forte scossa di terremoto  ha provocato oggi morte e distruzione nella Cina sudoccidentale.
Particolarmente colpita la provincia del Sichuan, dove il sisma - di magnitudo 7,6 sulla scala Richter e seguito da almeno altre cinque scosse di assestamento - ha causato il crollo di due scuole e la morte di oltre cento persone, molte delle quali bambini. Altri novecento ragazzi sarebbero rimasti sepolti sotto le macerie.
L'epicentro è stato localizzato nei pressi di Wenchuan, una contea di circa centomila abitanti della prefettura di Aba, a nord-ovest della capitale della provincia, Chengdu. La zona fu devastata nel 1933 da un movimento tellurico che uccise novemila persone.
Sia pure con minore forza, il terremoto è stato avvertito anche a Shanghai e a migliaia di chilometri di distanza, in un'area che va da Pechino - a circa duemila chilometri da Chengdu - alla capitale della Thailandia, Bangkok e a quella di Taiwan, Taipei.

(L'Osservatore Romano - 12-13 maggio 2008
)


Il mondo in soccorso della Cina


Pechino accetta le offerte di aiuto ma precisa che non ci sono le condizioni per accogliere i soccorritori stranieri

Pechino, 13. Tutto il mondo si è mobilitato per prestare aiuto alle popolazioni colpite dal sisma che ha devastato la Cina sud-occidentale.
Le Nazioni Unite si sono dette pronte a offrire immediata assistenza umanitaria. Lo ha reso noto un comunicato diffuso al Palazzo di Vetro di New York. "Le Nazioni Unite - si legge nel documento - sono pronte ad aiutare il Governo della Cina nel rispondere ai bisogni umanitari causati dal disastro". Durante una conferenza stampa, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è detto "profondamente rattristato per le vittime e la distruzione sofferta dalla popolazione". Ban ha poi espresso le sue condoglianze alle famiglie di coloro che sono stati uccisi o feriti.
Da Washington, il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha assicurato che il suo Paese è "pronto ad aiutare" le autorità di Pechino ad affrontare questa terribile catastrofe. "I pensieri e le preghiere del popolo statunitense sono con il popolo cinese - ha dichiarato il presidente Bush in una nota ufficiale - specialmente con quanti sono stati direttamente colpiti. Gli Stati Uniti sono pronti a dare il loro aiuto in ogni modo possibile".
Anche il Governo giapponese si è detto subito pronto a fornire assistenza alle aree cinesi colpite dal sisma, mentre l'Italia si è dichiarata pienamente disponibile a fornire tutto il soccorso che potesse essere ritenuto utile e necessario dalle autorità di Pechino.
Nel dare il "benvenuto" alle varie offerte di aiuto da parte della Comunità internazionale, la Cina ha però precisato che al momento "problemi logistici" impediscono di accogliere nel Paese le squadre di soccorso straniere.
Di ora in ora, stanno assumendo le proporzioni di una vera e propria catastrofe le conseguenze del violento terremoto nella zona sud-occidentale della Cina, il peggiore negli ultimi trentadue anni nel Paese asiatico….

(L'Osservatore Romano - 14 maggio 2008)


Benedetto XVI
vicino al popolo cinese

Il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni del Sichuan e delle Province limitrofe in Cina, duramente colpite dal terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, numerosissimi dispersi e danni incalcolabili. Vi invito ad unirvi a me nella fervida preghiera per tutti coloro che hanno perso la vita. Sono spiritualmente vicino alle persone provate da così devastante calamità:  per esse imploriamo da Dio sollievo nella sofferenza. Voglia il Signore concedere sostegno a tutti coloro che sono impegnati nel far fronte alle esigenze immediate del soccorso.

(L'Osservatore Romano - 15 maggio 2008)



http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#6

http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_12/terremoto_cina_e357a342-1ff4-11dd-895d-00144f486ba6.shtml

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1




permalink | inviato da Vanna Lo Re il 12/5/2008 alle 13:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Legge 24 Dicembre 2007, n. 244 (Gazz. Uff. n. 300 del 28 Dicembre 2007)
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 9 maggio 2008

http://gazzette.comune.jesi.an.it/2007/300/9.htm


Finanziaria 2008: partono le stabilizzazioni alla Sapienza anche per i co.co.co.

Il Consiglio di amministrazione della Sapienza ha approvato la distribuzione delle risorse, sul triennio 2008-2009-2010 per il processo di stabilizzazione di 92 unità personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Le risorse pari a 6,00 punti organico saranno imputate alle macroaree di competenza in esito alla conclusione delle procedure di stabilizzazione nell'ambito dell'aggiornamento della programmazione 2008, in cui dovranno essere opportunamente valutate e operate le necessarie forme di riequilibrio di distribuzione delle risorse.
Questa scelta, fortemente sollecitata dal sindacato, rappresenta un precedente importante per tutte le altre amministrazioni universitarie.

Roma, 6 maggio 2008 

http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/maggio/finanziaria_2008_partono_le_stabilizzazioni_alla_sapienza_anche_per_i_co_co_co


Anche a Siena partono le stabilizzazioni sulla base della finanziaria 2008

La FLC Cgil esprime tutta la sua soddisfazione per la stipula degli Accordi sulla seconda fase della stabilizzazione del personale precario prevista dalla passata Finanziaria avvenuta in questi giorni presso i due atenei senesi.
Nell’Università per Stranieri di Siena l’accordo recepisce interamente le norme contenute nella Finanziaria 2008 prevedendo procedure di reclutamento speciali per i titolari di contratto a tempo determinato e per i co.co.co. attraverso procedure concorsuali, dopo una selezione per titoli e colloquio; per quest’ultimi l’assunzione avverrà prima a tempo determinato e successivamente (dopo i tre anni) a tempo indeterminato.
Nell’Università degli Studi di Siena invece l’accordo recepisce parzialmente le norme e aggiorna il precedente accordo includendo i soli tempi determinati (con i requisiti previsti alla data del 28 settembre 2007) ed escludendo la possibilità dell’utilizzo di bandi speciali per i co.co.co..
La FLC Cgil considera del tutto insoddisfacente la posizione assunta dall’Amministrazione dell’Università degli Studi di Siena anche nel rispondere negativamente alla richiesta di ampliamento della pianta organica per poter coniugare adeguatamente le procedure di stabilizzazione con il ricorso a quelle ordinarie di assunzione previste dalla Legge Finanziaria 2008.
Per dare una risposta alle aspettative di tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori rimasti esclusi chiediamo che nell’espletamento dei futuri concorsi pubblici sia valorizzato al massimo il servizio prestato in termini di punteggio in sede di valutazione dei titoli. Per tali ragioni in questo ateneo l’accordo è stato siglato con due dichiarazioni a verbale, una della FLC Cgil congiuntamente alle RSU e alle altre OO.SS., e l’altra della sola FLC Cgil.

Roma, 6 maggio 2008 

http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/maggio/anche_a_siena_partono_le_stabilizzazioni_sulla_base_della_finanziaria_2008




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Il Papa è riuscito a conquistare il cuore degli americani
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 22 aprile 2008

La difficile missione negli Stati Uniti di Benedetto XVI ha avuto un grande successo e ha spronato la Chiesa, ancora provata dallo scandalo degli abusi sessuali. Ha saputo parlare a tutti: alla Chiesa, al Presidente, alla Nazione, all’Onu, cioè alle nazioni compresi gli Stati Uniti.
Si era avuto l’impressione che Bush accogliendo il Papa alla Casa Bianca si chiamasse fuori dalla responsabilità circa i diritti umani, circa la difesa della vita, per tessere le lodi del modello americano, anche di laicità e di rispetto delle diverse religioni. Il Papa lo ha corretto e ha posto anche il presidente di fronte ad esse.
Sulla difesa della vita si è fatta qualche confusione, come se il Papa ne parlasse solo in riferimento all’aborto. Non è vero, perché i ragionamenti di Benedetto XVI hanno abbracciato l’intera questione. E la decisione americana di ripristinare di fatto la pena di morte, dopo una moratoria di qualche mese in attesa della decisione della Corte Suprema sull’umanità dell’iniezione letale, significa che le parole del Papa sono state disattese dalla suprema istanza delle istituzione americane.
Non si può essere contro l’aborto e a favore delle pena di morte. Così come non si può rispettare le religioni in pubblico e in privato, ma non seguirne poi le indicazione, anche etiche e morali. Il Papa è amico degli americani. Ma gli amici, qualche volta, vanno ascoltati.

A. Bobbio
http://www.paoline.it/content/memo.asp?intMemo=1


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L'attenzione
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 22 aprile 2008

Attenzione, "ad -tensione", "ad-tendere": tendere a, rivolgere l'animo a qualcuno o qualcosa.
L'attenzione verso i messaggi (degli altri, del mondo) è selettiva. Inevitabilmente da umani,
non possiamo fare altro che delle scelte. E' la qualità delle scelte a non essere precostituita o scontata. Occorre educarsi ad una selezione sapiente. In mancanza l'attenzione sarà di bassa qualità
.

La
 Weil
 sull'argomento ha scritto: "Il più delle volte si confonde l'attenzione con una specie di sforzo muscolare. Se dite agli allievi: "Adesso fate attenzione, li vedrete aggrottare le sopracciglia, tenere il respiro, contrarre i muscoli. Se dopo due minuti chiedete loro a cosa sono stati attenti, non sanno che rispondere. Non sono stati attenti... Hanno contratto i muscoli... Poichè finisce per stancare, si ha l'impressione di aver lavorato. E' un'illusione. La volontà... contrariamente all'opinione più comune, non ha alcuna parte nello studio. L'intelligenza non può essere guidata se non dal desiderio. Perchè vi sia desiderio, occorre che vi siano amore e gioia. L'intelligenza non cresce e non porta frutto se non nella gioia. La gioia di apprendere è altrettanto indispensabile agli studi quanto la respirazione a chi fa gare di corsa. Là dove manca, non vi sono studenti, ma povere caricature di apprendisti, che alla fine dell'apprendistato non avranno neanche un mestiere".

Ha scritto Platone che un esercizio forzato dall'esterno può comunque giovare al soggetto. Su questo principio si  basano ancora alcuni esercizi riabilitativi di fisioterapia: qualcuno muove l'arto del paziente che in questo modo a poco a poco recupera la funzionalità del muscolo. Ma Platone continua dicendo che nessun esercizio intellettuale imposto dall'esterno può di per sè far crescere le nostre capacità intellettive. E' pur vero che esiste un senso di fatica anche nelle cose che amiamo e per le quali siamo pure disponibili a sottoporci ad una disciplina. Ma è la gioia, scrive la Weil, che anima la fatica dell'attenzione. E' la passione per questo mondo  e per questa vita. La passione per le cose fatte bene.

Lo studioso Cristoph, ne La società eccitata, (2004) sostiene che siamo nella "società della sensazione". Viviamo di eventi spettacolari, che attraggono la percezione, nei quali l'unico elemento immutabile è diventato il continuo mutamento. Siamo immersi nella onnipresenza di un intero sistema audiovisivo che fa balenare sugli schermi innumerevoli attimi ammaliatori, orientando la percezione su quelli sensazionali, in grado di "bucare"  lo schermo con shock ripetuti che creano assuefazione. Siamo una massa eccitata ed eccitabile, e tuttavia sistematicamente annoiata. Fare attenzione è un'altra cosa: implica un coinvolgimento personale.

Ha scritto MCLuhan che la tv è "gomma da masticare per gli occhi". Il bambino ama le immagini in movimento, i volti delle persone. La tv muove in continuazione le sue immagini, ci offre una serie ininterrotta di volti. Avete presente i giochi musicali che si appendono sopra le culle, con i personagi che ruotano? Bambini un pò stagionati - e tuttavia non ancora cresciuti - siamo ancora a bearci di sofisticati giochi musicali. E' anche un fatto fisiologico: la reazione completa a uno stimolo presuppone la sua chiusura, abbiamo bisogno di un mezzo secondo per valutare lo stimolo. Ma non ce lo concedono, occorre un numero critico di sequenze per non far cambiare canale. Non soltanto alla tv. A volte è così anche nella vita quotidiana.
Eppure dovremmo ricordare che un assaggio di tutto è forse il miglior modo per non avere appetito di nulla.
Anselmo Grotti

http://www.paoline.it/content/article.asp?intIdArea=2&intIdCategory=23&intIdArticle=1289&

La radio: il medium e i messaggi
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 21 aprile 2008
 

Il parlato avrebbe la funzione, il compito esclusivo, di inquadrare e costruire significati per tutto il flusso che di per sé sarebbe privo".
Radio, Le Garzantine.
http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=1863
Matrimonio: vocazione
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 14 aprile 2008

  Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perchè l’amore è da Dio:
chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perchè Dio è amore ” 
(1Gv 4, 7-8). 

                                                                                                                                   

Il matrimonio come scelta di vita.

Per ogni cristiano il dono stesso della vita è una chiamata, una vocazione alla realizzazione della volontà di Dio. Forse gli attributi più peculiari al Dio della Sacra Scrittura sono l’amore e la vita. Dio dà la vita a tutte le sue creature e lo fa per amore, non per soddisfare un suo bisogno (caso che intaccherebbe inevitabilmente la perfezione di Dio), né per costrizione (secondo un modello emanazionista), ma liberamente e gratuitamente per amore.

Per ogni cristiano c’è dunque una vocazione che nasce con il nascere stesso della vita, che è ciò che più intimamente lo lega e lo rende simile al suo creatore: la vocazione alla vita e alla realizzazione di un progetto d’amore. La Chiesa cattolica propone con fermezza due vie per portare a compimento fino in fondo il progetto che Dio ha su ciascuno di noi: la strada della consacrazione religiosa e la strada del matrimonio. Spesso, anche tra credenti, si è portati a valutare le due scelte con ‘occhi’ diversi. La prima, la scelta di una vita consacrata, è intesa chiaramente come progetto di vita, come un impegno totalizzante che non può che intervenire nella vita di una persona mutandone radicalmente l’andamento. Per il matrimonio questa consapevolezza sembra essere invece assai più rara. Perchè ci si sposa? Nella maggior parte dei casi, perché si è spinti dal sentimento verso l’altra persona e si desidera stare con lei il più possibile, magari tutta la vita, condividendo ‘gioie e dolori’. Ma questo non basta, l’amore, quello vero, richiede il coinvolgimento dell’integrità e della maturità psico-fisica dei due partners chiamati ad una vita insieme non dal sentimento o dall’attrazione sessuale, ma da qualcosa di più profondo (T. Anatrella, Epoux, heureux époux... Essai sur le lien conjugal, Flammarion, Paris 2004).

Il matrimonio è dunque ben altro rispetto alla semplice co-abitazione, è una scelta che deve coinvolgere e ‘stravolgere’ l’intera vita dei due sposi. Non è un caso né una forzatura che nel testo della Bibbia si legge “ Perciò abbandonerà suo padre e sua madre e i due saranno una sola carne ” (Gn 2, 24). Se si riflette sul valore che l’amore verso i genitori ha all’interno del Testo Sacro, si comprende la dimensione ‘rivoluzionaria’ che il matrimonio porta con sé. Si tratta di una vita rinnovata in cui si sceglie di compiere la volontà di Dio costituendo un’unità indissolubile con la persona amata, che viene dunque prima di ogni altro affetto e di ogni altro legame terreno. Entrambi, vita religiosa e matrimonio, rispondono pienamente alla vocazione originaria dell’amore, poiché i consacrati sono chiamati ad amare i fratelli e a donare se stessi - sul modello di Cristo e degli Apostoli - per dare a tutti coloro che incontrano la vita ‘spirituale’, farli rinascere nella fede, nell’amore di Dio. Da parte loro gli sposi sono chiamati ad amarsi reciprocamente sul modello di Cristo e della Chiesa e a partecipare all’azione creatrice di Dio attraverso la fecondità nuziale. La lettera di san Paolo (Ef 5, 22-33), citata spesso a sproposito e con una malizia tutta laicista e anticlericale, indica agli sposi un modello perfetto d’amore sponsale, in cui se è vero che la moglie deve essere interamente devota verso il marito è vero anche che quel marito è chiamato ad amarla al punto di essere disposto a dare la propria vita per lei (proprio come fece Cristo per ognuno di noi) rendendo così il giogo dell’esistenza in comune (i ‘coniugi’ sono tali a motivo della condivisione di questo giogo), un giogo leggero e consolante che è la via, anche attraverso prove e difficoltà, per raggiungere la santità.

Si può obiettare che il matrimonio cristiano sia un’utopia, e questo è vero se si vive nell’illusione di essere tanto bravi da poter amare ed essere amati dalla stessa persona per tutta la vita. Il punto è che il fulcro del sacramento del matrimonio è Cristo. La presenza viva di Gesù Cristo all’interno della coppia, che con la Sua grazia (invocata opportunamente nella formula del nuovo rito del matrimonio: “ Io ... accolgo te ... come mio/a sposo/a e con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre... ”) arriva anche laddove le forze umane non arrivano. E’ la Grazia di Cristo, attraverso il sacramento del matrimonio e attraverso il cammino di fede, che gli sposi compiono insieme giorno dopo giorno, il vero fulcro, la vera roccia sulla quale il matrimonio cristiano si costruisce.
Luca e Antonella Parisoli 

http://www.bioeticaefamiglia.it/matrimonio.vocazione.sacramento1.htm
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html


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Antonietta Di Martino
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 10 aprile 2008

"Trattare bene le persone, essere gentili, amare il prossimo, aiutare chi ha davvero bisogno - tutti gesti non competitivi - significa ottenere in cambio ricompense che nutrono la nostra anima. Su una pista atletica, ma non solo".

Antonietta Di Martino è nata a Cava de' Tirreni (Sa) l'1 giugno 1978. E' primatista italiana di salto in alto femminile, con il record di 2,03 metri, stabilito a Milano durante la finale di Golden League il 24 giugno 2007. Sempre nel 2007 ha vinto la medaglia d'argento ai campionati mondiali di atletica leggera outdoor di Osaka.
Parteciperà alle Olimpiadi di Pechino.

Inchiesta vino, Italia a Ue: nessun rischio per la salute
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 5 aprile 2008

Reuters - Ven 4 Apr - 19.43
BRUXELLES/ROMA (Reuters) - Le autorità italiane oggi hanno comunicato alla Commissione europea che un'indagine sul vino adulterato non ha rivelato rischi per la salute dei consumatori.
"E' un semplice caso di adulterazione di vino e non esistono rischi per la salute", ha spiegato Nina Papadoulaki, portavoce del commissario europeo per la Salute Andreu Vassiliou. "In effetti il problema interessa semplicemente l'aggiunta di acqua e zucchero".
Secondo il settimanale L'espresso, sarebbero stati messi in vendita in Italia 70 milioni di litri di vino a basso costo - tra 0,70 e 2 euro al litro - che conterrebbero al massimo un terzo di uva e per il resto acqua, fertilizzanti e persino acido cloridrico. Le aziende coinvolte sarebbero una ventina tra il nord, Puglia e Sicilia.
"Sotto il profilo sanitario, il ministero della Salute ha provveduto a informare la Commissione Ue, che si è dichiarata soddisfatta, del contenuto delle precisazioni fornite dagli organi inquirenti italiani", si legge in una nota congiunta dei ministeri delle Politiche agricole e forestali e della Salute.
La procura di Taranto, che assieme a quella veronese si occupa dell'inchiesta, ha precisato che il vino in questione non contiene sostanze tossiche.
"Il prodotto risulta composto da uva per circa il 30%, acqua e saccarosio", ha detto a Reuters Aldo Petrucci, a capo della procura di Taranto. "Non c'è traccia di sostanze pericolose per la salute".
I due stabilimenti vinicoli "sono stati posti sotto sequestro a fine gennaio, e il Tribunale del riesame ha confermato il sequestro", ha detto Petrucci.
Il procuratore capo aggiunge, tra l'altro, che non ci sono prove che dietro all'adulterazione ci fosse la criminalità organizzata, come ipotizzato dal settimanale: "Non risulta che le due aziende fossero gestite da esponenti della criminalità".
http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080404/tts-vino-adulterato-ue-ca02f96.html
http://today.reuters.it/news/newsArticleSearch.aspx?storyID=2008-04-04T174306Z_01_CIN458747_RTRIDST_0_OITTP-VINO-ADULTERATO-UE.XML&srch=vino
http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=34447&format=html




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La Replica. L'Espresso conferma la pericolosità del vino
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 5 aprile 2008

di Paolo Tessadri
L 'espresso conferma tutto quanto pubblicato
nell'inchiesta Velenitaly. Dopo gli esami svolti sul vino sequestrato negli stabilimenti di Veronella e di Massafra le procure di Verona e Taranto hanno contestato il reato di adulterazione di sostanze alimentari (art 440) che punisce "chiunque corrompe o adultera sostanze destinate all'alimentazione rendendole pericolose alla salute pubblica".

Non si tratta quindi di una truffa innocua con acqua e zucchero ma di una situazione che mette a rischio la salute dei consumatori come hanno verificato gli stessi inquirenti contestando il reato più grave. Non solo. La presenza di acido cloridrico, acido solforico e di altre sostanze gravemente pericolose per la salute nel vino oggetto dei primi sequestri era citata sia nel comunicato stampa del Corpo forestale dello Stato sia nel primo provvedimento della procura di Verona. 

Finora però i vini prodotti dagli impianti incriminati sono rimasti in commercio. Ed è sorprendente notare come nonostante gli esami abbiano accertato da settimane la pericolosità di questi prodotti, soltanto ieri la procura di Taranto abbia disposto il sequestro dei campioni di vino in quindici aziende di tutta Italia che si erano rifornite presso gli impianti sequestrati.
Quanto vino fuorilegge è stato venduto finora grazie al silenzio delle autorità di controllo?

(04 aprile 2008)
 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2013267




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NOTIZIA. Dal commento al post odierno (Se andasse meglio di così... - Diario)
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 4 aprile 2008
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967&ref=hpstr1
Perfavore se puoi fai girare questo articolo... ne va un pò della salute di tutti...
http://ilviandante.ilcannocchiale.it


2008-04-04 18:55

Vino: Procura, finora nessun veleno

Indagini su adulterazioni, tre persone risultano indagate

 (ANSA) - TARANTO, 4 APR - Sinora nessuna sostanza cancerogena e' stata riscontrata nei mosti sequestrati. Lo afferma il procuratore Taranto, Aldo Petrucci. La precisazione, che segue l'inchiesta sui mosti adulterati, si riferisce alle notizie apparse sull'Espresso che parla di vino avvelenato. Intanto e' in corso il sequestro di campioni di partite di vino acquistate dalle aziende Enoagri di Massafra e Vmc di Lecce in aziende sparse in tutta Italia. Nelle indagini risultano indagate 3 persone.

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_italia/2008-04-04_104203409.html






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Tibet, scaduto l'ultimatum. Accuse di Pechino al Dalai Lama
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 18 marzo 2008

18/03/2008 8.09.03  Tibet. È ancora giallo sul bilancio delle violenze dei giorni scorsi nella capitale Lhasa. Le autorità cinesi parlano di 13 vittime, ma secondo il governo tibetano in esilio, in India, sarebbero almeno cento. Da Pechino, col premier Wen Jabao, arrivano nuove accuse a quella che dai vertici cinesi viene definita la ''cricca del Dalai Lama''.
Dalle Nazioni Unite, l’appello del segretario generale Ban Ki Moon è alla moderazione
.
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=193589


18/03/2008 19.02.07

Un centinaio di tibetani si consegnano alla polizia dopo l'ultimatum di Pechino

Resta alta la tensione in Tibet. Un centinaio di tibetani che
hanno partecipato agli scontri di venerdi' scorso si sono
consegnati alla polizia. Lo ha reso noto la tv cinese, secondo
la quale si tratta di manifestanti che hanno risposto
all'ultimatum fissato dalle autorita' di Pechino alla
mezzanotte di lunedi'. Maria Grazia Coggiola
 
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=193796




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Il governo tibetano in esilio: centinaia le vittime in Tibet
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 17 marzo 2008

Alta la tensione in Tibet. Mentre la Cina riferisce di 13 vittime, il governo tibetano in esilio ha reso noto che centinaia di persone sarebbero state uccise nel corso delle violenze di questi ultimi giorni. Si avvicina intanto l’ultimatum di Pechino che ha chiesto, entro stasera, la resa dei manifestanti. La Cina ha poi condannato gli attacchi alle sue ambasciate all'estero, definendoli una "seria minaccia alla sicurezza".

Ancora differenze sul numero delle vittime nelle violenze antigovernative in Tibet. La Cina parla di 13 morti, tutti civili e non monaci tibetani. Centinaia sarebbero invece per il governo tibetano in esilio, tornato a chiedere un’inchiesta internazionale così come aveva fatto ieri il Dalai Lama, che aveva parlato anche di “genocidio culturale”. Intanto, si avvicina la scadenza dell’ultimatum di Pechino: entro stasera i manifestanti si dovranno arrendere altrimenti ci saranno “severe” conseguenze. A Lhasa, oggi regna la calma mentre in altre città proseguono le proteste. Decine di tibetani sono stati arrestati a Kathmandu, in Nepal, mentre sarebbero otto le vittime, secondo alcune fonti, negli incidenti di ieri nella provincia cinese del Sichuan. Di fronte a questa situazione, molte le voci di condanna che si sono levate. La presidenza di turno slovena dell’Unione Europea, stigmatizzando le violenze, ha però affermato che un boicottaggio delle Olimpiadi, come paventato da più parti, sarebbe “un grave danno”. Una critica in tal senso era arrivata dalla Russia: Mosca ha parlato di un “tentativo di politicizzare” i prossimi Giochi in Cina ed ha aggiunto di considerare le relazioni del governo di Pechino con il Dalai Lama solo "una questione interna". Diversa l’opinione degli Stati Uniti: il segretario di stato americano, Condoleezza Rice, ha lanciato un appello a Pechino perché dialoghi con il leader spirituale buddista, considerato una figura “autorevole e non un separatista”.
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=193363

16/03/2008 19.31.00



Il Dalai Lama: genocidio culturale nel Tibet

In Tibet non si placa la protesta, che, oltre alla capitale Lhasa, ha interessato anche la provincia cinese di Sichuan dove almeno sette tibetani sono rimasti uccisi dagli spari della polizia. Intanto, mentre dimostranti hanno assaltato l’ambasciata cinese a l’Aja in Olanda, il Dalai Lama è tornato a chiedere l’intervento della comunità internazionale per far luce su quanto sta avvenendo. Il servizio di Maria Grazia Coggiola.  
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=193362


17/03/2008 19.00.33



La comunità internazionale alla Cina: sì al dialogo con il Dalai Lama

Sono centinaia le vittime della repressione cinese in Tibet. E' il bilancio del parlamento tibetano in esilio che avverte: il genocidio dei tibetani non è più solo culturale ma reale. Il presidente italiano Napolitano invoca un’iniziativa dell’unione europea mentre il segretario di stato americano Condoleeza Rice sollecita le autorità cinesi ad aprire un dialogo con il Dalai lama. Intanto oggi è scaduto l’ultimatum lanciato dalla Cina. Il servizio di Maria Grazia Coggiola
 
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=193571




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Scioglilingua
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 8 marzo 2008

La nostra lingua è bella perchè capricciosa: ha regole contraddette da eccezioni.
In più si trasforma come tutto ciò che è vivo.
Curiosità, dubbi, su grafie, significati di parole, modi di dire, forme verbali, possono trovare risposta in uno spazio telematico curato da Giorgio De Rienzo, linguista del Corriere della Sera. http://forum.corriere.it/scioglilingua 
Sono, inoltre, a disposizione dei naviganti etimologie e significati di cognomi italiani




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Perdonare fa bene alla salute
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 7 marzo 2008

Il perdono è un balsamo non solo per l’anima, ma anche per il corpo. Ne è convinto uno dei guru della nuova "scienza del perdono", lo psicologo Robert D. Enright dell'Università del Wisconsin. 
I ricercatori sono riusciti a mettere insieme una discreta mole di dati sugli effetti terapeutici di quella che finora è stata considerata una virtù insegnata dalla religione o tutt'al più un'arte riservata a pochi eletti (Los Angeles Times). 
Il perdono abbassa la pressione, migliora le funzioni cardiovascolari, diminuisce il dolore cronico, attenua la depressione. 

Come mai la scienza si occupa di un tema tradizionalmente legato alle religioni?

Perché la psicologia - risponde Stefano Pallanti, professore dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di Neuroscienze - sta uscendo gradualmente da un periodo troppo positivistico che sezionava in segmenti l’esperienza umana, facendole perdere la sua complessità. Studiare il perdono, ma anche la vergogna o le emozioni, significa recuperare una psicologia della vita vissuta, in tutte le sue sfaccettature.

C’è una tendenza di molti psicologi a studiare delle terapie brevissime; gli psicologi del perdono non fanno eccezione, tra loro c’è chi propone addirittura un percorso di due giorni. Non le sembra una forzatura?
Francamente sì. Attualmente mi trovo in America e proprio in questi giorni un gruppo di ricercatori sta sperimentando la terapia della depressione in tre giorni. Ogni processo di elaborazione ha invece bisogno dei suoi tempi per essere autentico.  
http://www.opsonline.it




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Perdonarsi per ricominciare
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 7 marzo 2008

In un’epoca di sfiducia e di conflitti, che senso può avere parlare di perdono? E soprattutto in che misura questa parola così carica di Vangelo può risuonare anche per chi è lontano dalla fede?

Viviamo in tempi di grandi conflitti, dalla politica al pianerottolo di casa: di qua il centrodestra e di là il centrosinistra, di qua i cattolici e di là i laicisti, di qua l’Occidente e di là l’Islam, ma anche di qua l’Inter e di là la Roma, di qua noi e dall’altra l’inquilina del piano di sopra che continua a far gocciolare il bucato sulle nostre piante. L’importante è aggredirsi, escludersi a vicenda, gridare le proprie ragioni in faccia all’altro. La rabbia rimbalza nei programmi televisivi, diventa rissa perché fa audience. Litigano i fidanzati e i parenti, le veline e le vecchie glorie, i politici e gli opinionisti. E il copione è sempre uguale. In questa gazzarra può sembrare ingenuo parlare di perdono, di riconciliazione. Che senso ha tirare fuori dal cassetto un tale concetto proprio in una fase così faticosa e incerta della nostra storia? E soprattutto in che misura la parola «perdono», così carica di Vangelo, può risuonare anche per chi è lontano dalla fede?

«Io credo che il concetto di perdono possa parlare di nuovo a tutti a prescindere dalla fede afferma Marco Guzzi, saggista, conosciuto al grande pubblico come conduttore di programmi di Radio-Rai, ideatore di percorsi di liberazione interiore tra cui uno sul perdono e il perdonarsi –. L’importante è comprendere che il perdono prima di riferirsi alla necessità di perdonare gli altri per il male che ci hanno fatto, allude a uno stato di integrità e di sanità che riceviamo noi per primi. Siamo noi che ricevendo il perdono e perdonandoci possiamo finalmente essere noi stessi, liberarci dalle nostre lacerazioni interiori, e quindi da gran parte delle nostre sofferenze. La capacità di perdonare dipende dalla capacità di perdonarci...
http://www.messaggerosantantonio.it - Marzo 2008




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Uomo-donna. Se non è per sempre, non vale
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 6 marzo 2008

“L’innamoramento è la fusione di due momenti, l’amore la sintesi di due storie di vita” (Lutte).
“L’amore va costruito, non è solo sentimento, ma anche volontà, che richiede un insieme di virtù e la capacità ... Amare vuol dire conoscere l’altro nella sua realtà, al di là delle nostre proiezioni, dei nostri desideri. Amare è anche consapevolezza che la felicità non dipende solo dalla persona amata, che ognuno deve avere la possibilità di sviluppare la propria personalità anche nei rapporti con gli altri” (E. From). 




Cosa impariamo dall’esperienza del matrimonio?

L’amore durevole tra l’uomo e la donna è l’esperienza umana primaria per eccellenza, il segno più eloquente che l’uomo si realizza pienamente attraverso un legame con l’altro, che l’io è costitutivamente aperto all’incontro con un tu, che l’io si esprime in una relazione. Oggi va di moda la parola autorealizzazione: ebbene, il matrimonio ricorda che l’uomo non si fa da sé, ma realizza la sua identità entro una relazione privilegiata, un legame amoroso con un altro profondamente diverso da sé (un altro genere) eppure a sé simile. Questo legame non è un fatto privato tra due persone. Tutte le culture hanno dato un riconoscimento pubblico all’amore tra l’uomo e la donna: la presenza dei testimoni alle nozze sta a sottolineare che c’è un “terzo” che riconosce questo legame. E l’unione tra uomo e donna in una prospettiva generativa è essenziale per la sopravvivenza della società.

Perché la Chiesa ha eletto il matrimonio alla dignità di sacramento?
Il sacramento del Matrimonio suggella l’esperienza umana dell’amore, dandole una solidità e una prospettiva di integrità, fedeltà e stabilità che da sola non avrebbe. È come se la natura diventasse sacra: un legame naturale viene sacralizzato. E in questa sacralizzazione la coppia trova anche la possibilità di superare le fragilità che appartengono alla natura umana e di continuare il suo percorso. Per questo Giussani definisce il Matrimonio come «il gesto sacramentale più valorizzatore dell’umano».


Il punto di partenza di un rapporto di coppia è solitamente l’esperienza dell’innamoramento. Come è possibile che l’innamoramento diventi amore stabile e duraturo, specie in un contesto come quello attuale in cui l’effimero e la provvisorietà sono i canoni dominanti?

L’innamoramento parte da un’attrattiva naturale verso l’altro che spinge a incontrarlo. C’è, al fondo, una “presunzione di somiglianza”: si tende ad attribuire all’altro una forte similitudine a sé e la possibilità di intesa viene avvertita come molto facile. Questo ha in sé una forte valenza emotiva, ma anche una buona dose di illusorietà e nell’impatto con l’esperienza subisce un ridimensionamento: l’altro si rivela non sempre all’altezza delle primitive e spesso irrealistiche aspettative. Possiamo dire che questa prova, se superata, fa transitare dall’innamoramento all’amore vero. Si passa dalla idealizzazione all’ideale, una presenza quest’ultima che muove a percorrere i sentieri anche difficoltosi del rapporto. L’amore è un lavoro che impegna, l’intesa va costruita giorno dopo giorno, il rapporto coniugale va nutrito incessantemente, altrimenti inaridisce. Occorre passare dall’esperienza esaltante dell’innamoramento all’assunzione di responsabilità e di costruzione comune dell’amore. Il passaggio dall’innamoramento all’amore è cruciale e spesso i matrimoni non reggono a questo “salto”. Possiamo provocatoriamente dire che oggi occorre sposarsi più volte nella vita, ma con la stessa persona, rinnovare costantemente quel patto che va nutrito e sostenuto nel tempo con un lavoro che tocca profondamente la libertà personale di chi ha contratto il patto di fedeltà nella gioia e nel dolore. Il passaggio cruciale che la coppia è chiamata a fare è da «sposo questo (aspetto) in te» a «sposo te».
L’alternativa che la “modernità” propone è invece sposarsi più volte nella vita con persone diverse, la strada illusoria di cercare in altre esperienze affettive la risposta al desiderio di compiutezza che ciascuno porta nel cuore. C’è una mentalità che giustifica il cambio di partner a motivo degli ostacoli che nascono in una relazione: la fatica viene vissuta come ostacolo alla relazione medesima, la quale - chissà perché - dovrebbe godere di una sorta di “armonia prestabilita”, indenne dalle fatiche del vivere. Rovesciamo la prospettiva e chiediamoci: perché all’enfasi sul rapporto di coppia non risponde un altrettanto forte richiamo a impegnarsi in un suo nutrimento? Ci si prende giustamente cura dei figli, perché non ci si prende altrettanto cura del legame di coppia, di una sua educazione? La generazione anche psichica fiorisce da un amore che precede. Il figlio è frutto dell’amore coniugale e non il suo sostituto.
Giorgio Paolucci

http://www.tracce.it/det_Articoli.asp?Sezione=dicembre+2003&ID=20031105
Giosy Cento- Ti amo sempre- http://it.youtube.com/watch?v=rT2xvj7AxfA


 




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SALUTE E SICUREZZA
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 6 marzo 2008



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Governo, domani in Cdm decreto sicurezza sul lavoro
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 5 marzo 2008

Roma - Il Consiglio dei ministri è stato convocato per domani mattina alle 9.30. Lo annuncia Palazzo Chigi in una nota, specificando che all'ordine del giorno c'è "il decreto attuativo dell’articolo 1 della legge n. 123 del 2007 in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro". 
http://www.ildiariodellavoro.it


«Il decreto - chiarisce il Premier Romano Prodi- è un primo passo. Occorre la messa in atto delle norme legislative; ci vuole la volontà e la determinazione dei datori di lavoro e dei lavoratori nell'applicare giorno per giorno le regole».
www.ilsole24ore.com


 




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Marzo 2008
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 4 marzo 2008


Mercoledì 5 Marzo 2008
sul palco del Saschall di Firenze,
Marco Masini è di  nuovo in concerto dopo il tutto esaurito del 15 febbraio.
“Il Brutto anatroccolo è uno spettacolo di poesia e recitazione
”, ha detto lo stesso Masini.
Scenografia al minimo, band all’osso (tre i musicisti che accompagnano il cantante in questa avventura: un chitarrista, un bassista ed un batterista), per uno spettacolo quasi confidenziale, in cui Marco canta, si racconta e dialoga col pubblico.
Giovedi 13 Marzo, il nuovo tour dell'artista fiorentino farà tappa al Teatro Italia di Gallipoli


Eventi in Puglia:

Giorgia con il suo "Stonata tour 2008" sabato 8 marzo si esibirà al Palasport di Andria.
Antonello Venditti, con il suo "Dalla pelle al cuore", giovedì 13 marzo, sarà al Palasangiacomo di Conversano.
Biagio Antonacci si esibirà domenica 16 marzo al PalaMazzola di Taranto.




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Senti chi (non) parla
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 4 marzo 2008

La perdita della parola dopo un incidente d’auto o in moto; la difficoltà a deglutire; i problemi di comunicazione nei bambini e negli adulti dovuti a malattie neurologiche come la paralisi celebrale o l’ictus; i disturbi del linguaggio: sono solo alcuni dei tantissimi ambiti di intervento del logopedista.
Per far conoscere i vantaggi di un ricorso precoce a un professionista del linguaggio, che per molti può significare un recupero pieno della comunicazione e dell’inserimento sociale, il CPLOL (Comité Permanent de Liason des Orthophonistes/Logopedes de l’Union Européenne) e la F.L.I. (Federazione Logopedisti Italiani) hanno promosso la Giornata europea della logopedia, che si terrà il 6 marzo 2008 con lo slogan “Senti chi (non) parla”.
Il tema della giornata sarà: "Le malattie neurologiche che colpiscono l’adulto compromettendone funzioni importanti per la qualità della vita". 
http://www.alplogopedia.it/




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Salute e sicurezza sul lavoro
post pubblicato in Curiosità, notizie, approfondimenti..., il 4 marzo 2008
...L’attività di prevenzione deve basarsi su due principali cardini: il sistema informativo finalizzato all’individuazione dei bisogni anche sulla base di evidenze epidemiologiche e la programmazione e pianificazione degli interventi. Deve inoltre essere il più possibile attuata la verifica dell’efficacia degli interventi attraverso l’utilizzo di indicatori non soltanto di attività, ma anche di processo e, ove possibile, di risultato. Fondamentale è infine la sinergia e la collaborazione tra i numerosi soggetti istituzionali che concorrono alla prevenzione dei rischi e dei danni da lavoro, evitando la duplicazione e sovrapposizione di competenze e, al contrario, attivando azioni il più possibile congiunte ed integrate non solo tra le istituzioni ma anche in accordo con le parti sociali.
Riguardo alle malattie professionalila letteratura scientifica segnala la crescita delle patologie cronico-degenerative ad eziopatogenesi spesso multifattoriale, le patologie derivanti dai rischi psico-sociali connessi all’organizzazione del lavoro (stress, burn out, mobbing, etc.), quelle, infine, relativi alle differenze di genere. I dati nazionali sono sottostimati e non riflettono la situazione di effettiva incidenza nel nostro Paese delle malattie professionali, senza dimenticare che infortuni e malattie conclamate non sono l’unico aspetto, per quanto rilevante, delle possibili conseguenze del lavoro sul benessere psico-fisico e morale delle persone.
...
Relativamente alle azioni di prevenzione, in linea anche con le indicazioni europee, ed all’interno di un’azione di sistema che deve coinvolgere tutti i soggetti e le strutture a vario titolo competenti ed interessate occorre: 
... 
  • migliorare le condizioni di organizzazione e prestazione del lavoro anche tramite il potenziamento delle consapevolezze e delle capacità/possibilità dei lavoratori di operare attivamente per evitare rischi per la sicurezza (con sviluppo e consolidamento delle iniziative di tipo informativo e formativo tese alla sempre maggiore diffusione della “cultura della sicurezza”).

Fonte: Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 - Capitolo 5.11

http://www.ministerosalute.it/sicurezzaLavoro/paginaInternaMenuSicurezzaLavoro.jsp?id=573&lingua=italiano&menu=attivita



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