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Liberidivolare "Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù" (Eb. 12, 1-2)
Volare negli orizzonti dell'infinità di libertà dell'amore
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 19 luglio 2010

 

Ogni parola del vangelo assume un tono particolare mentre le meditiamo. Non sono parole, sono vita che passa, sono segreti di eternità. Quello sguardo sta a dirci l'attenzione, la cura, la trepidazione per ciascuno di noi. Niente è eterno. Lui sì. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, ma la tua parola non ha confini (salmo 118)

 

Tempo d'estate, tempo di riposo.

C’è un tempo per lavorare ed un tempo per riposare. Magari tutto questo fosse possibile a tutti. Gesù chiede la corresponsabilità e la collaborazione di tutti, secondo i carismi e le possibilità di ciascuno, in quanto non tutti possono fare le stesse cose che fanno gli altri. Comunque e sempre bisogna apprezzare anche il minimo che si fa'.Per quanto possiamo e sappiamo fare, con tutte le nostre vere e presunte bravure, è bene non dimenticare che chi agisce nel cuore e nella mente degli uomini è Dio.

 

Buone vacanze a tutti!

 



permalink | inviato da Vanna Lo Re il 19/7/2010 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Tempo comune
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 23 novembre 2009
Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 20 luglio 2009

Dal libro dell'Ésodo
In quei giorni, quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi.
Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare; tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito erano presso Pi Achiròt, davanti a Baal Sefòn.
Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al Signore. E dissero a Mosè: «È forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? Che cosa ci hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto”?». Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agirà per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».
Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».


Salmo Responsoriale Es 15,1-6

Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria.

Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare.

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!

I carri del faraone e il suo esercito
li ha scagliati nel mare;
i suoi combattenti scelti
furono sommersi nel Mar Rosso.

La tua destra, Signore,
è gloriosa per la potenza,
la tua destra, Signore,
annienta il nemico.


In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». Mt 12, 38-42

Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.

Venite in disparte e riposatevi un pò
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 17 luglio 2009

 

Gesù, con il suo stile inconfondibile di relazionarsi con le persone facendole comunque sentire importanti, gli insegna che fidarsi vale di più che ragionare, che godere di trovare è molto più redditizio che affannarsi a cercare… con il rischio di non trovare, che fidarsi di quel tanto che basta per credere (i segni servono a questo…) è più conveniente che rimandare alle calende greche di decidersi a credere. C’è chi ha scritto: “Incomincia con l’ammirare quello che Dio ti mostra e non ti affannerai a cercare quello che Egli ti nasconde” (A. Dumas).

L’uomo è sempre alla ricerca di certezze, di rassicurazioni, soprattutto quando è alle prese con decisioni importanti da prendere. Il bisogno di trovare certezze si può paragonare alla necessità, per delle fondamenta di un edificio che si vuole costruire, di trovare un terreno solido, stabile e sicuro su cui poggiare. Sarà per questo che tale bisogno viene detto “profondo”… così come si dice delle “fondamenta”… 

Quando l’essere umano trova soddisfazione a questo suo bisogno profondo, il risultato è quello di una esistenza emotivamente stabile appunto perché spiritualmente sana (la casa costruita sulla roccia…).

Ma qui comincia il lato curioso della questione. La risposta che si cerca non sta dentro di sé, ma fuori di sé ed in più viene offerta più che conquistata… Così come succede alle “fondamenta” di un edificio che, a prescindere da tutto e non pretendendo rassicurazioni preventive, devono fidarsi di venire buttate così nel profondo di un terreno. Come dire che la rassicurazione alle proprie domande prevede un atto di fede nella possibilità di una risposta già esistente. Come dire che l’appagamento di tale bisogno di rassicurazione non è il risultato di una somma di prove razionali, ma il risultato di un rischioso atto di fede...I mattoni più importanti di un edificio sono quelli che hanno creduto per primi allo strano destino di venire sotterrati e nascosti nel profondo del terreno… Come dire che per arrivare ad un risultato di appagamento della propria sete di ricerca è “fondamentale” credervi, fidarsi, dare per scontato che l’acqua preesiste alla sete, che il terreno preesiste al mattone, che il rispondere preesiste al domandare, che il tutto esiste prima delle parti…

 

Una volta Gesù ebbe a dire… : “Venite in disparte e riposatevi un po’”.

E’ un invito sempre valido e aperto a tutti… anche di notte.

http://www.omelie.org/archi2009/quaresima4_prd.html

  

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
 Mc 6, 30-34

 


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permalink | inviato da Vanna Lo Re il 17/7/2009 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
"Chi avrà tenuto per sé la propria vita la perderà...
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 13 luglio 2009

e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Mt 
10, 34 -11, 1
http://www.maranatha.it/Feriale/ordinD/15LUNpage.htm


L’uomo sperimenta una fragilità esistenziale di fondo. Perciò uno dei sentimenti più comuni è la paura, la preoccupazione per la vita. Una strana, oscura energia si impossessa dell’uomo, spingendolo ad una inquietudine di salvarsi ad ogni costo. L’uomo vorrebbe in qualche modo affermarsi, consumando le proprie energie in ciò che lui giudica che è bene per lui, per garantirsi senza spendersi, ma risparmiandosi. Cristo, invece, ci dice esattamente l’opposto. Affidare la vita a Lui, a Gesù Cristo stesso, significa affidarla in cura ad un amore che non conosce fine. Trapiantare la propria vita in Cristo significa trionfare anche sulla morte, perché Cristo ha vinto la morte.
“Senza di me dice Gesù non potete fare nulla” . Non dice che faremo le cose male o a metà, ma proprio che non faremo nulla. E’ proprio così, me ne convinco sempre di più: possiamo correre dalla mattina alla sera, fare mille cose, impegnarci lodevolmente in molte attività, ma se tutto questo è fatto senza di Lui, non è nulla. Non conta niente. Vale più un passo con Gesù, che una maratona senza di Lui. Senza Cristo non possiamo fare nulla, ma con Cristo possiamo fare ogni cosa.
Ed ora a tutti... buona vacanza e buona lettura.


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Applica tutto te stesso
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 11 luglio 2009

"Applica tutto te stesso all'ascolto e poi applica tutta quella Parola a te stesso".
Applica tutto te stesso, quindo metti in gioco tutte le tue facoltà; tutte, non solo l'intelligenza capace di capire i concetti, ma la fantasia, per esempio, per ricostruire e rendere vivace l'immagine. "Io sono la vite e voi i tralci" (Gv 15, 5). Bisogna vederla questa vite. Vederla esposta al sole, con i grappoli illuminati, lucenti, vederla, ricostruire l'immagine...
Non solo la fantasia entra in gioco, è evidente, ma anche la capacità di decidere, la volontà, l'affettività, l'emotività, tutte le energie.
Per capire questa Parola ci vuole tutto l'uomo.
L'ascolto è l'atto più impegnativo della nostra esperienza. Non solo quando si ascolta Dio, ma anche quando si ascolta un uomo.
Guardare una cosa non impegna molto. Se io guardo fuori e vedo che là c'è una casa, questo non mi chiede niente. Ma se uno dice: Io ti amo, non posso rimanere nella stessa indifferenza. I casi sono due: o io volto le spalle nel rifiuto o accetto la proposta ed è comprometente.
L'ascolto è sempre compromettente. Quindi esige che l'uomo sappia giocare tutto se stesso.
Io credo che ci sia una speciale provvidenza nella Parola di Dio.
Purtroppo la leggiamo troppo poco!


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Dice il profeta Amos
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 11 luglio 2009
Ecco, verranno giorni - dice il Signore Dio - in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma di ascoltare la parola del Signore" (8,11)


Da dove nasce la fame della Parola?
Senza dubbio dall'amore.
Infatti, più una persona è amata, più è interessante quello che dice per me. Più il rapporto con Cristo diventa bello, profondo, esauriente, più l'ascoltarlo diventa una gioia, un bisogno. Se posso dire con San Paolo: "Per me vivere sei Tu".

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permalink | inviato da Vanna Lo Re il 11/7/2009 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ti canti tutta la mia vita
post pubblicato in Ecco, verranno giorni..., il 11 luglio 2009

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permalink | inviato da Vanna Lo Re il 11/7/2009 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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