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Liberidivolare "Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù" (Eb. 12, 1-2)
Tempo comune
post pubblicato in Lavoro (Dialettica tra diritto e vita), il 4 febbraio 2009

La penalizzazione del lavoro femminile ha certamente le sue radici nel mondo della produzione come nel sistema economico, ma, direi che molto di più, queste radici si ritrovano al di fuori di esso, in particolare nella diseguale distribuzione del lavoro di cura. Finché non si riuscirà ad incidere su questo aspetto, sarà inefficace anche la più sofisticata elaborazione tecnico- giuridica in materia di non discriminazione e di pari opportunità sul lavoro. Intervenire dunque, sui tempi della città, renderli più vivibili, alzare la qualità della vita, costruire tempi a misura di uomo e di donna è forse la più importante delle azioni positive che si possano mettere in campo. E' inutile, per dirla banalmente, lamentarsi del basso tasso di occupazione femminile, se gli ostacoli alla occupazione femminile, provenenti dalla struttura della nostra società, sono di questo spessore. 

Garofalo Mario Giovanni

http://www.tempocomune.it/index.php?option=com_content&task=view&id=116&Itemid=1&limit=1&limitstart=1



PS.  Suggerisco di ascoltare anche l'intervento del prof. Voza, non soltanto perché

http://www.tempocomune.it/index.php?option=com_content&task=view&id=116&Itemid=1&limit=1&limitstart=3,

ritengo abbia svolto una analisi lucida e attenta della tematica in oggetto, ma - soprattutto perché attraverso la sua conclusione, sapientemente, ha preferito non ad essa mirare, quanto piuttosto a quella prospettiva per cui le azioni positive, hanno senso, sono possibili, reali, quando camminano con le gambe di uomini e donne di buona volontà. 
E' racchiusa nell'invito, a tutti e a ciascuno rivolto, lo stesso del prof. Cassano, a praticare la ragionevole follia dei beni comuni, invito che viene accolto a partire dal momento in cui si cominciano a  lasciare, già nel proprio piccolo, dei semi, perché da essi qualcosa,  prima o poi, possa iniziare a crescere. 
Tempo comune, mi affascina e non poco.
Che sia davvero segno, segno distintivo di una polis, anzi di una civitas, moderna e solidale.


In questo blog, nelle rubriche lavoro e cultura, se vuoi, puoi trovare altri spunti a proposito dell'occupazione femminile e del tempo di vita e di lavoro.

http://liberidivolare.ilcannocchiale.it/2008/03/08/in_economia_il_rosa_ha_una_mar.html

http://liberidivolare.ilcannocchiale.it/2008/05/07/occupazione_femminile.html

http://liberidivolare.ilcannocchiale.it/2008/03/11/e_possibile_conciliare_lavoro.html


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permalink | inviato da Vanna Lo Re il 4/2/2009 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
MissioneLavoro - Recruting day
post pubblicato in Lavoro (Dialettica tra diritto e vita), il 2 ottobre 2008
 

Si è svolto ieri, 1 ottobre, a Bari, l’appuntamento denominato “Recruting day” (Le aziende incontrano i candidati).
Ho preso parte alla manifestazione poiché, com’è noto agli affezionati lettori di questo blog, nonostante il percorso formativo certificato e non che ho sinora compiuto, ancora non ho trovato un significativo inserimento lavorativo.
Scriverò, seppur brevemente, le impressioni che personalmente ho ricevuto e non mi dilungherò perché non sono riuscita, purtroppo, fino a questo momento, a metabolizzare come di dovere l’esperienza vissuta poco più di ventiquattro ore fa.
La giornata di ieri mi ha confermato che, al giorno d’oggi, non soltanto per un giovane, che si è fatto e fa da sé, è alquanto difficile, se non improbabile, auspicare di poter essere realmente conosciuto e di conseguenza auspicare di poter contribuire e concorrere ex art. 4 della Costituzione al benessere materiale e spirituale della società, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, ma soprattutto mi ha rivelato che alle aziende non interessano realmente le risorse umane in quanto tali, ma solo e nella misura in cui rispondono a quello che, ahimè, oggi sembra essere oramai l’unico interesse che le occupa e preoccupa “l’utile”.
Mi soffermerò soltanto sull’aspetto organizzativo della manifestazione; già questo, a mio modesto parere, fa riflettere e può far riflettere.
In mattinata le aziende ospiti presentavano le ricerche di personale e in parallelo le stesse insieme ad alcune agenzie per il lavoro raccoglievano candidature ed effettuavano, a loro discrezione, colloqui. Ebbene, non avendo i candidati il dono dell’ubiquità non potevano, in sostanza, presentare i curricula e “chiacchierare” con i delegati aziendali e nello stesso tempo ascoltare i rappresentanti aziendali che in contemporanea, in altra sala, si dedicavano alla presentazione ufficiale delle posizioni aperte esistenti all’interno dell’organizzazione.
E’ evidente che già solo tale modalità di svolgimento dell’appuntamento non offriva quella trasparenza necessaria di cui si sarebbe dovuto e potuto far uso; se si pensa, poi, che alcune delle agenzie presenti avevano già inserito, in passato, nel loro database i curricula dei candidati senza che nulla ciò avesse significato in termini di risoluzione del problema che mi ha visto lì presente, ho il sentore che, nonostante le risorse, energie, ieri, impiegate, alcune bolle di sapone potranno "colorare" il cielo nel tempo a venire.
Non so cari amici cosa accadrà, cosa ci sarà nel mio futuro, e non vi nascondo che questa situazione non mi piace, mi preoccupa, ma so di certo, credo che, e sento che per le ragioni più diverse concorderete con me, la nostra società sta toccando il fondo, anzi probabilmente lo ha già toccato.

Vi abbraccio, caro saluto


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permalink | inviato da Vanna Lo Re il 2/10/2008 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Un'opportunità di cui far tesoro? Credito d'imposta per l'incremento dell'occupazione
post pubblicato in Lavoro (Dialettica tra diritto e vita), il 11 luglio 2008

Siamo a Luglio e la promessa fatta nel precedente post - datato 22 giugno 2008- era quella per cui avrei pubblicato nuovamente a settembre.
Non intendo venir meno alla parola data, ma, stamane, in rete, ho rintracciato il provvedimento che stabilisce un incentivo economico per le aziende che assumeranno entro la fine dell'anno. L'incentivo di cui si tratta si qualifica per essere riservato alle aree svantaggiate.

Riporto il link 
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb0d4c0111e7247/circ48e_2008.pdf
perché desidero tenerne traccia e perché spero vivamente possa essere - nelle aree e settori ammessi-  un'opportunità, offerta dallo Stato, a sostegno dell'occupazione, che nella prassi tale si rivelerà.

PS.: alle aziende interessate restano pochi giorni utili per decidere se inoltrare o meno la richiesta di sussidio; l'stanza potrà essere presentata a partire dalle ore 10:00 del 15 luglio. La trasmissione dovrà avvenire per via telematica, utilizzando il prodotto denominato "CREDITOASSUNZIONI", disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate.

Gazzetta ufficiale n. 85 del 10-4- 2008 (Decreto 12 marzo 2008):
http://www.altalex.com/index.php?idnot=41070

Occupazione femminile
post pubblicato in Lavoro (Dialettica tra diritto e vita), il 7 maggio 2008
«Mi hanno fatto firmare un contratto che, in sostanza, mi impedisce di chiedere l’assunzione. Io l’ho firmato: non avevo altra scelta. Che cosa avresti fatto tu?»
A raccontarlo è una giovane donna che vive nella produttiva Milano e che teme di rivelare il suo nome: potrebbe andarle anche peggio. Ma quante altre donne sono nella sua stessa condizione?

«Il tema “donne e lavoro” nel Sud Europa è una questione molto delicata», sostiene Renata Semenza, docente di sociologia economica del lavoro presso l’Università degli studi di Milano .
Economisti e specialisti di tutto il mondo sono d’accordo nell’affermare che se molte più donne avessero un’occupazione, ci guadagnerebbero gli indici economici di tutti i Paesi.

(…)

Consideriamo sommariamente soltanto due aspetti della delicata questione:

L’uso dei contratti part time in Italia: meno frequente di quanto si possa pensare, limitato, molto probabilmente, dall’attuale sistema produttivo formato, com’è noto, prevalentemente da piccole imprese.

(…)

La situazione meridionale: le donne occupate sono, sì, più numerose di quelle descritte dalle statistiche, ma la maggioranza non appare perché “sommersa”. «Il lavoro nero è la normalità per le lavoratrici meridionali: sono loro, proprio loro, le donne – si anima la docente – le vittime. Tutte sottopagate e non protette. Senza contributi per maternità o a fini pensionistici».

(…)

Glossa:
La nostra società sta rischiando di creare un divario sempre più incolmabile tra gli insider, protetti, e gli outsider (per lo più donne e giovani), completamente abbandonati a se stessi».


Fonte: Messaggero di Sant'Antonio, Maggio 2008

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