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Le sofferenze

 

Soffrire l'ingiustizia diventa "un allenamento" per sviluppare la verità. Soffrire l'oppressione diventa un "allenamento" per sviluppare la libertà. Soffrire di solitudine diventa un "allenamento" per sviluppare la comunione e l'amore di gruppo. Soffrire di paura diventa un "allenamento" per sviluppare la fede in Dio, l'abbandono e il non controllo.
L'odio gratuito e ingiustificato di cui Gesù fu oggetto per tutta la vita gli permise di sviluppare quella sensibilità profondissima per ogni creatura (nessuno merita odio ma tutti abbiamo bisogno d'amore). Tutto ciò che succede ha un senso e diventa parte integrante della tua vita.
In internet c'è un video meraviglioso: c'è un uomo senza una gamba (sostituisce la gamba mancante con una stampella) e una donna senza un braccio che fanno un balletto di danza classica stupendo, meraviglioso, stupefacente: fa piangere da quanto è bello. Anche fatti drammatici hanno senso se ti "allenano" a far uscire ciò che tu hai dentro e che possiedi.
 
Facciamo un gioco: vi fermate un attimo, chiudete i vostri occhi e guardate cosa visualizzate (è un attimo) di fronte alla parola "Vita" (non continuate a leggere). Una parola, un'immagine, dice la pnl. E' così. Ciò che avete visto è l'immagine che voi avete di vita. Se avete visto una strada in salita o una parete di settimo grado, come potrete vivere felici? Se avete visto tutti i lavori da fare in casa, come potrete godervi la vita?
Cioè: se noi associamo alla parola "vita" un'immagine negativa, la nostra vita sarà così, dura e dolorosa. La maggior parte delle persone non crede di poter essere felici: crede che le cose, che le possibilità, che l'avere, che il raggiungere dia un'ebbrezza di gioia, ma non crede di poter essere felici. Alcune persone si sentono addirittura in colpa nell'essere felici: "Con tutta la sofferenza che c'è in giro!". Altre, pur non sapendolo, sabotano la loro vita e devono sempre trovare qualcosa che non va. Ma noi abbiamo il diritto e il dovere di essere felici. Ma cos'è la felicità?
 
La felicità è tutta qui: vedere dentro, vedere la vera faccia delle cose, non tanto la figura esterna (la figurazione, l'immagine) ma quella interna (la tras-figurazione, l'essenza). Trasfigurazione è quando percepisci al di là dei tuoi limiti e della tua debolezza chi sei tu e cos'è la vita. E' andare all'essenza, al centro delle cose; è la visione della realtà. La nube, la quotidianità, la forma, la materia, la nasconde: ma a volte uno sguardo di luce la penetra e tu vedi l'essenza della vita.
La vita è lavoro e durezza ma in certi giorni ti vien da dire: "Potrei anche morire, tanto sono pieno", sappi che questa è trasfigurazione, felicità.
Un fiore, un tramonto, il volo degli uccelli, non è niente di particolare: ma se tu "guardi", entri dentro e allora puoi emozionarti per ciò che vedi. Non sei matto, infantile: è trasfigurazione.
Se ti capita di piangere a dirotto senza parole perché colmo quando qualcuno ti ha detto: "Ti amo!", oppure: "Mi sposi", oppure: "Sono incinta, aspettiamo un figlio", sappi che questa è trasfigurazione.
Se ti è capitato di prendere in braccio tuo figlio appena nato e di guardarlo e di chiederti: "Ma viene da me? Ma l'ho fatto io?" e di essere incredulo e di non volerti staccare da lui, sappi che questa è trasfigurazione.
Se ti è capitato di piangere solo perché eri felice e per nessun altro motivo, sappi che questa è trasfigurazione.
Se ti è capitato di innamorarti, di perdere la testa per qualcuno, di provare l'emozione che fa battere il cuore, sappi che questa è trasfigurazione.
Se ti è capitato di appassionarti per la musica, per la poesia, per la verità e di voler vivere solo per lei, sappi che il mondo dirà che sei "matto, scemo, fuori di testa", ma tu conoscerai la felicità.
Se ti è capitato di essere in mezzo al casino totale o di non poter far più nulla per chi di caro sta morendo e di sentire di essere nelle mani di Dio e della Vita, sappi che questa è la felicità del cuore.
Se ti è capitato un fatto che ti ha cambiato la vita, che ti ha salvato, per cui tu non sei più stato e non hai più potuto essere quello di prima perché intimamente toccato, sappi che questa è trasfigurazione.
Se ti è capitato di essere attaccato e di soffrire per ciò che credi e per le tue idee ma di non essere sceso a compromessi, di non aver patteggiato, rimanendo autentico, sappi che questa è trasfigurazione. Allora puoi guardarti allo specchio con la dignità di un uomo e il coraggio di un guerriero.
Se ti è capitato qualche volta di sentirti parte di un'unità più grande dove tutto è unito e collegato, dove nulla è diviso e diverso, fratello e sorella di tutto ciò che vive ed esiste, sappi che questa è mistica, felicità.
Il monte della Trasfigurazione è il Tabor. Tabor vuol dire ombelico, centro: lì viene comunicato l'essenziale. L'essenziale è:
1. Abbiamo il diritto e il dovere di essere felici.
2. Felicità non è avere, ma è far vivere la luce, la missione, la vita, le doti, che sono dentro di noi. Dio è in noi e chiede di essere manifestato.
3. La felicità è poter scorgere la luce e il divino che risiedono in ogni cosa. Noi siamo in Dio e non c'è nulla da temere perché siamo al sicuro.
Un giorno un ciliegio disse ad un mandorlo: "Parlami di Dio!". E il mandorlo fiorì!… trasfigurazione!

Pensiero della Settimana
La felicità è una scelta.
Il pessimista comincia con ciò che manca, l'ottimista con ciò che c'è. Il pessimista alla sera: "Adesso comincia a far buio",
l'ottimista: "Adesso comincio a vedere le stelle".
Il pessimista descrive l'oscurità che lo circonda,
l'ottimista accende la luce.
Il pessimista in un paese di scalzi dice: "Nessuna possibilità di vendere scarpe, nessuno le porta". L'ottimista: "Enormi possibilità, nessuno ha le scarpe".
Il pessimista dice. "Domani è lunedì",
l'ottimista: "Oggi è domenica".
Il pessimista vede passare la storia, l'ottimista la costruisce.
La realtà è sempre quella: scegli cosa vedere.
E ciò che vedi diventerai.

Non facciamoci dei mali immaginari,
sapendo che ne dobbiamo incontrare tanti di veri.
(Oliver Goldsmith))

Un pessimista vede le difficoltà in ogni opportunità;
un ottimista vede OPPORTUNITA’ IN OGNI DIFFICOLTA’.
 
 

 

Pubblicato il 9/9/2010 alle 10.8 nella rubrica La Fede.

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