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«Il Vangelo non sta nè e lato nè sopra gli altri libri degli uomini, ma al di fuori: esso è interamente di un'altra natura» (Lagrange)

 Parola viva

 

La parola di Dio è viva. Invece la parola umana appena è pronunciata già appartiene al passato: può essere letta «ripetuta» però è appena una «riproduzione», non più l'originale. La parola di Dio è eterna e imperitura partecipe della vita senza tempo di Dio. Se Dio parla la sua parola non entra nel passato (appartiene al passato il documento della trascrizione). Se Dio parla, lo fa in modo generale e universale e con semplicità.

La parola di Dio non è solo viva in se stessa, ma «comunica la vita», è creatrice, «efficace» come nessuna altra cosa al mondo. Un semplice «fiat» ha chiamato all'esistenza dal nulla il cielo e la terra. Ora la parola di Dio che si rivela crea e attua la salvezza. Essa produce nel buon terreno il frutto del cento per uno. Una tale parola «viva» ed «efficace» è esigente. Richiede la nostra decisione. Ogni differimento è uguale a un rifiuto. La parola di Dio non permette che resti impunito chi la prende alla leggera: è più acuta di una spada a doppio taglio e penetra fino nelle più intime profondità dell'uomo

 

 

DOPO la festa del Battesimo del Signore, che conclude il Tempo di Natale, con questa domenica entriamo nel Tempo Ordinario, che continua a concentrare il nostro sguardo sull'Epifania, sulla rivelazione cioè del mistero di Gesù.

Oggi è la testimonianza del Battista a invitarci a riconoscere in lui l'agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo perché lo prende su di sé.

Ciò che in particolare contempla Giovanni è il rapporto tra Gesù e lo Spirito. Vede lo Spirito scendere e rimanere su Gesù, così come l'altro grande testimone del IV Vangelo, il discepolo amato, stando ai piedi della croce vedrà lo Spirito effondersi da Gesù su tutti noi, nel segno dell'acqua e del sangue sgorgati dal suo costato aperto.

 

 

Il Battista ci invita a vedere l'Agnello di Dio così come il discepolo amato ci inviterà a volgere lo sguardo a "Colui che hanno trafitto".

 

Solo ai piedi della croce comprenderemo in che senso Gesù è il vero agnello immolato che ci libera dal peccato. Grazie a lui la salvezza può raggiungere l'estremità della terra (I Lettura) e noi, come ricorda Paolo ai Corinzi, (II Lettura) veniamo santificati.

Fr Luca Fallica
Comunità Ss. Trinità di Dumenza

 

http://www.stpauls.it/domenica/1113do/1113dohp.htm

 

Gv 1, 29-30 

 L'indomani, vedendo Gesù che veniva a lui, disse:

«Ecco l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Di lui ho detto:
Viene dopo di me un uomo
che è passato davanti a me
perché era prima di me».

Agnello di Dio: è una denominazione carica di significato messianico; essa richiama: 
- l'agnello pasquale dell'Esodo che con il suo sangue aveva salvato i primogeniti di Israele dalla morte (cf. Es 12, 1-14);
- l'agnello del Deutero-Isaia, il «Servo sofferente del Signore» che ha preso su di sé i nostri peccati e le nostre infermità, e ci ha salvati con le sue sofferenze (cf. Is 53, 4-7).

...che toglie il peccato del mondo; in questa espressione il verbo togliere ha un doppio significato: prende su di sé e cancella.

dal Vangelo di s. Giovanni in lettura GAM, se vuoi continuare a leggere ecco il link http://www.cathomedia.com/loadPage.asp?path=it/sacre_scritture/lettura_sgiovanni&title=San Giovanni in lettura GAM&content=c01.htm

 È il Vangelo «spirituale», che ti lascerà «shoccato» per la sua profondità e bellezza: il gioiello del Nuovo Testamento.
E' il Vangelo dell'Amore, della luce, della Vita, del Verbo fatto uomo, il più Eucaristico di tutti i Vangeli...

 

Buona Domenica e Buona Settimana !

Pubblicato il 15/1/2011 alle 16.10 nella rubrica La Fede.

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