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Dal vangelo secondo Matteo (5,13-16)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli».
 
 
 
http://www.stpauls.it/domenica/1116do/1116dohp.htm

 
 

 
http://www.gamroma.it/index.php/foglio-messa-parola-dio/249-foglio-messa-febbraio-2011

 
 
I discepoli non possono attribuirsi da se stessi la luce, ma possono oscurarla se non vivono secondo la fede. Ecco perché c'è poi un comando: «Così risplenda…». Essere sale o luce non dipende da loro: è un dono ricevuto dal maestro, ma sta a loro vivere secondo questa nuova realtà.
http://www.cathomedia.com/it/musica/13/download/10%20-%20Io%20sono%20la%20luce.mp3 
 
Il Vangelo di questa domenica potremmo dire è la continuazione del Vangelo sulle beatitudini. «Voi siete il sale della terra» (Mt 5,13). Continua a ripeterci Gesù.

Il sale, un alimento talmente piccolo eppure così prezioso. Cosa dire? Grazie Signore per questa pagina del Vangelo, per questo Tuo dono, per le Parole che hai voluto comunicarci.

 

Pubblicato il 6/2/2011 alle 12.23 nella rubrica La Fede.

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